sabato 13 novembre 2010

L'INVIDIA

Per iniziare, cerchiamo sul dizionario l’origine etimologica del termine: invido, dal latino invidus, da in-videre > invidiare : composizione delle particelle in = in, sopra e videre = vedere, guardare, perché l’invidioso guarda con occhio bieco ed iroso l’altrui felicità e bada a tutti i difetti e a tutte le piccole cose di quello a cui porta invidia per fargliene addebito. Ad altri invece sembra meglio spiegato con in per non e videre per vedere, quasi stornar la vista, veder di malocchio, guardar bieco, poiché l’invidioso non può vedere la prosperità altrui senza provarne un vivo rancore e, invece di fissar gli occhi sull’oggetto che eccita la sua passione, li ritorce involontariamente e con orrore. In slavo si esprime allo stesso modo l’Odio, che si definisce niena-viditi, cioè non poter vedere. Dante nel XIII canto del Purgatorio condanna gli invidiosi a stare appoggiati immobili lungo una riva  con le palpebre forate come sparvieri non ancora addestrati, ai quali queste venivano cucite con refe e seta; ed i commentatori sostengono che il poeta abbia fatto ciò per ricordare agli invidiosi come questo vizio serri gli occhi dell’intelletto di chi soffre e si duole della prosperità del suo prossimo.
Ma com’erano saggi i nostri predecessori latini nel processo di creazione lessicale! E quanto arguta l’ironia dantesca nel raffigurare per legge del contrappasso una dannazione allegorica così appropriata!
“La gente ti perdona l’insuccesso, ma non ti perdona il successo”: quante volte ho sentito dire dai grandi della formazione questa frase e quante volte l’ho potuta verificare! Ogni volta che incontro una persona con delle abilità maggiormente sviluppate delle mie, cerco sempre di capire come poter imparare, come modellarla, come prendere insegnamenti. Sono consapevole che dal confronto con l’altro in genere c’è comunque una crescita reciproca, se la si sa leggere: l’altro ci fa da specchio, nei nostri pregi e nelle nostre mancanze, e nell’interazione abbiamo sempre la possibilità di sviluppare abilità ed emozioni magari da noi troppo poco “allenate”..! La vita è generosa: se chiedi di avere il dono della pazienza, l’Universo ti darà l’occasione per imparare ad esercitarla.. ma non è fantastico..;-)?
Purtroppo mi rendo conto che, anche se questo dovrebbe essere un atteggiamento del tutto normale, suggerito da tutte le grandi filosofie di pensiero, da tutte le grandi vie di crescita spirituale, da tutti i grandi e geniali illuminati della storia, dalla PNL e.. dal buon senso, in realtà l’atteggiamento che mediamente ci circonda non è affatto questo! Piuttosto che cercare di crescere ed evolvere per migliorare se stessi (e ovviamente sono necessari: impegno, dedizione, determinazione, perseveranza, umiltà, motivazione.. e molti altri ingredienti che prevedono la volontà costante di uscire dalla propria zona di confort..!) , vedo così tante persone che cercano di distruggere i successi altrui per non dover necessariamente confrontarsi con una distanza che, a causa della loro propria staticità, diventa sempre più incolmabile. Ma, ammesso anche dovessero farcela.. la loro statura personale resta sempre.. bassa allo stesso modo!
L’invidioso non riesce a sopportare che qualcuno faccia il passo più lungo della.. SUA gamba! Oscar Wilde diceva che “tutti sono buoni a compatire le sofferenze di un amico, ma ci vuole un`anima veramente bella per godere dei successi di un amico” e ancora il grande Socrate evidenziava che “la felicità è sempre soggetta all’invidia: la sola miseria non è invidiata da nessuno”. L'invidia deriva quindi dal confronto irrazionale fra quanto hanno raggiunto altre persone e quanto ha raggiunto il soggetto, ma non è la mancanza delle qualità che possiedono gli altri a causare l’insuccesso, bensì l'incapacità di valorizzare a dovere e sviluppare le qualità che si possiedono.
Se cercate un invidioso, cercate chi crede di essere invidiato. Eh già, chi soffre di questa diffusissima malattia, è molto spesso portato a pensare che tutti ne siano contagiati e che tutti provino invidia nei suoi confronti! L’invidia è un sentimento che divora chi lo nutre: avete mai visto un lama tibetano, una persona spiritualmente evoluta, un genio, un illuminato, una persona veramente di successo essere così poco in equilibrio da rodersi di invidia..;-)?
“L’invidia è ammirazione andata a male”: adoro questo aforisma, rende magnificamente l’idea! Una sana ammirazione è un sentimento di profonda stima che coinvolge emotivamente chi la prova, unito all’umiltà di sentirsi eterni allievi nella vita. Già.. l’umiltà.. Purtroppo l’invidia ha quasi sempre un compagno ancora peggiore: l’orgoglio. E il paradosso è che più in alto vola una persona, più chi resta a terra lo definisce stoltamente piccolo! Ma solo tra i cirri e i cumuli in alto nel cielo è possibile osservare l’orizzonte nella sua totale magnificenza..
Victor Hugo diceva che “l’invidia è una buona stoffa per confezionare una spia” e il Duca de Lévis che “la critica è un’imposta che l’invidia percepisce sul merito”. Critica e pettegolezzo: binomio inscindibile! Quante volte il successo di alcuni è accompagnato dal brusio di fondo di comitati di persone che in questo modo passano il loro tempo..? Già.. tempo, non vita.. E quanto è triste vedere così tante persone che si lasciano scorrere la vita tra le dita, osservandola come un film del quale non hanno la forza di essere protagonisti..
Non siamo eterni in questo passaggio sulla Terra, perlomeno non lo siamo ad ogni passaggio: che senso ha sprecare la vita così? Il nostro nucleo centrale è fatto di pura energia, il nostro sé interiore è già perfetto così com’è.. tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi, non ci manca nulla.. Il nostro processo di crescita ricorda l’arte della maieutica socratica: dobbiamo solo far emergere le nostre qualità interiori. Ma questo nucleo è avvolto dallo strato dell’ego, dove ci sono lo nostre ferite emotive, i nostri traumi, i nostri schemi.. E’ la nostra parte più suscettibile, fatta di vizi, memorie  cristallizzate in epoche precedenti, reazioni di matrice infantile (anche quando mascherate dietro l’apparenza delle figure dell’adulto e/o del genitore). E’ in questo strato che cresce e si alimenta il sentimento dell’invidia. Poi, esternamente, c’è lo strato della maschera, il nostro falso sé, lo strato che mostriamo agli altri. E l’invidioso non vuole assolutamente mostrare la propria invidia, quasi sempre celata dietro false affermazioni ed ostentati complimenti. Quanto più forte sarà l’invidia, tanto più forte sarà il tentativo di celarla. E la differenza tra ciò che si è veramente e ciò che si finge di essere causa una forte dissipazione energetica, un’instabilità emotiva, una serie di emozioni distruttive e poco produttive ed una base assolutamente instabile per la propria vera crescita.
Il pensiero è una forma di energia e le recenti scoperte scientifiche ne stanno provando la forza creatrice. Quindi, quando noi abbiamo continuamente pensieri negativi, che cosa possiamo aspettarci di creare nella vita..? Quando si semina vento, si raccoglie tempesta. Ed è giusto così, è una legge karmika. Se invece di cercare di distruggere gli altri ognuno pensasse alla propria crescita interiore avremmo decisamente un mondo migliore.
L’invidia si accompagna spesso ad ignoranza, falsità, cattiveria ed altre cattive compagne.. Attenzione: ciò che si lancia ritorna, moltiplicato.. Gandhi diceva che se non siamo in grado di far del bene agli altri, almeno limitiamoci a non far del male. Ma poi.. perché questa cattiveria..? Che reazione di bassa vibrazione energetica alle proprie ferite.. e non risolve nulla.. solamente degrada chi vive con queste modalità.
Francois de La Rochefoucauld scrive: “Il segno più sicuro che si è nati con grandi qualità è l’essere nati senza invidia”.
Meditate gente, meditate.. ;-)


domenica 31 ottobre 2010

LETTERA APERTA A STRISCIA LA NOTIZIA

Somma Lombardo, 01 Novembre 2010

Spettabile Striscia la Notizia,
vi scrivo questa lettera in relazione ai servizi che sempre più spesso state mandando in onda per smascherare truffe di presunti medici o strambalati terapeuti.
Ho sempre stimato e tuttora stimo la vostra trasmissione e sono sempre più convinta che i vostri interventi riescano a portare risultati anche laddove le istituzioni non producono alcun esito positivo.
Nonostante questo, mi trovo in disaccordo sulle modalità con le quali vengono conclusi i servizi ai quali mi sono riferita poche righe fa. Molto spesso i vostri inviati concludono esortando il pubblico a fidarsi esclusivamente della medicina convenzionale, sottintendendo che la totalità delle terapie alternative sono praticate da truffatori non certificati. Cerchiamo di evitare le generalizzazioni, che appiattiscono le specificità individuali, nel bene e nel male.
Per prima cosa, molti approcci che in Italia, per forti pressioni di varia natura,  non sono considerati “ufficiali” (agopuntura, omeopatia, osteopatia..), lo sono invece giusto appena dopo aver varcato i nostri confini.
Secondariamente, esistono documenti internazionali che riportano centinaia di migliaia di errori medici causati da dottori istituzionali, tutt’altro che infallibili; d’altra parte esistono invece anche naturopati, agopuntori, omeopati e terapeuti di svariata estrazione con anni di studio alle spalle che svolgono il proprio lavoro professionalmente e con competenza, ottenendo strepitosi risultati.
Ciò che già tempo fa mi aveva invogliata a scrivervi questa email, è stato quel servizio che aveva smascherato un presunto medico che palpeggiava le pazienti definendo la sua terapia “lavaggio energetico”. Il lavaggio energetico è una tecnica messa appunto da un cardiologo israeliano di fama internazionale, laureato in medicina a Torino, autore di diversi libri: il Dottor Nader Butto. Per vostra informazione, nonostante siano tutt’altro che approcci convenzionali, i corsi del dottor Butto sono riconosciuti dal Ministero e conferiscono a medici e farmacisti i crediti ECM (Educazione Continua in Medicina). Di certo il trattamento non è quello che praticava il “terapeuta” che avete scovato, ma capite bene che citare il lavaggio energetico e suggerire alle persone di fidarsi solo ed esclusivamente della medicina convenzionale, taglia le gambe a terapeuti che svolgono il loro lavoro diligentemente  solo perché non ritenuti “ufficiali” dalla nostra legislazione.
Personalmente, pur svolgendo attualmente un altro lavoro, sono iscritta alla facoltà di Scienze e Tecnologie del Fitness e dei Prodotti della Salute (un’interfacoltà di Farmacia) e mi interesso  di medicine complementari e alternative da 12 anni. Ho conseguito lo Zone Consulent per la Dieta a Zona, l’attestato di Dieta GIFT, sono Personal Trainer ISSA ed Educatore Alimentare FIF, riconosciuto dal CONI. Ho seguito il Dottor Fabrizio Duranti, Barry Sears, Attilio & Luca Speciani, Charlie Fantechi, Nader Butto, Roy Martina e molti altri (potete verificare sul sito www.vivianapassarotti.com). Sono anni di formazione, convegni, libri, corsi di aggiornamento, studio.. conosco gli argomenti di cui sto parlando.
Le recenti scoperte nel campo della fisica quantistica stanno riportando gli studi più all’avanguardia nel campo della medicina verso il riavvicinamento alle antiche tradizioni. Bruce Lipton ha scritto il libro “La Biologia delle Credenze”, dimostrando l’influenza dell’energia del pensiero sul nostro DNA; all’ultimo congresso che ha tenuto recentemente in Italia, Gregg Braden ha mostrato rilevazioni in doppler di un trattamento antitumorale effettuato da un guaritore, ovviamente tacciato come “miracolo” (Richard Bartlett ha infatti scritto un testo a riguardo, “La Fisica dei Miracoli”). Max Gerson, un medico messicano, mise appunto una terapia antitumorale che ha dimostrato grande efficacia, ovviamente volutamente osteggiata: questa terapia ribalta i correnti dettami nutrizionali, dimostrando l’efficacia “nutraceutica” di certi alimenti nella cura e nella prevenzione delle patologie. Ma, come disse Richard Beliveau, chi potrebbe essere interessato a sostenere e finanziare determinate ricerche quando non esiste nessuna molecola da poter brevettare e vendere, ma solo broccoli e lamponi dalle grandi (e tenute ben nascoste!) proprietà?
Avete invitato voi chiunque volesse scrivervi a farlo.. spero siate equi e che questo messaggio possa arrivare nelle case degli italiani, per non fare di ogni erba un fascio, fare informazione in maniera più equa e dare alle persone la possibilità di decidere in maniera più consapevole.
Ringraziandovi per la vostra attenzione,
con stima,
PASSAROTTI VIVIANA.