lunedì 25 aprile 2011

SESSUALITA’ & SPIRITUALITA’

Non c’è niente da fare.. viviamo in un mondo di dualismo: dalle banalità all’ordine del giorno (“bionda e oca”, “tutto muscoli e niente cervello”..), ai condizionamenti culturali e religiosi (“bene e male”, “giusto e sbagliato”, “spirituale e materiale”, “ragione e sentimento”..) fino alle più profonde tematiche ontologiche e gnoseologiche (“L’Uno e il molteplice”, “L’io e l’altro”, “materia e anti-materia”..).
Ovviamente, questo approccio dicotomico non può non andare a toccare la sfera della sessualità, aspetto fondamentale e complesso dell’essere umano. Vediamo di addentrarci in questa tematica in maniera poliedrica.
Innanzitutto, teniamo presente che le antiche tradizioni orientali definivano respirazione, alimentazione e sessualità come i tre pilastri cardine a sostegno del profondo benessere dell’individuo. Beh.. direi che abbiamo un po’ stravolto le cose..! Nella società odierna abbiamo disimparato a respirare (dimenticandoci della respirazione diaframmatica e passando a quella polmonare, se non addirittura a quella clavicolare..), per quanto riguarda l’alimentazione.. meglio che non mi soffermi in questa sede, per evitare lunghe dissertazioni fuori tema (ne parlerò in un articolo successivo..) ed abbiamo creato un ostentato senso del pudore attorno alla sessualità, reprimendola e nascondendola, ma provocandone di conseguenza per reazione una ricerca esasperata.
Andiamo indietro nel tempo di qualche secolo e millennio.. e spostiamoci nello spazio fino a giungere alla valle dell’Indo.. Le origini del Tantra risalgono al 2000 a.C., così come si presenta oggi, ma questa corrente gode almeno di circa 8000 anni di antichità, quando gli Harappei popolavano la valle degli Indù. La società degli Harappei era di tipo matriarcale e la donna occupava un posto d’onore tanto nella vita profana come nella religione, incentrata sulla Dea Madre. La figura femminile dominava i santuari: a braccia aperte e gambe divaricate, si offriva all'adorazione. È da segnalare anche l'uso degli Harappei di porre un grande letto nella stanza principale delle case: era il letto della padrona di casa e lì - nella stanza principale, nel salotto - si celebrava l'atto amoroso. Nelle società matriarcali anche la religione era un'esperienza viva, in cui l'incontro con il divino non era legato a un sistema di dogmi e credenze, ma veniva sperimentato personalmente. Perciò la religione degli Harappei era strettamente connessa col corpo, con il piacere e la sessualità. Nei rituali orgiastici, la donna era il mezzo sacro per arrivare all’unione con il divino: dal primo chakra, il chakra muladhara, attraverso la stimolazione sessuale, avviene il risveglio della kundalini, quell’energia nascosta che risiede arrotolata alla base della colonna vertebrale: è la manifestazione nell’essere umano dell’energia generativa universale, detta Shakti, e viene rappresentata iconograficamente come un serpente di luce arrotolato su se stesso. Muovendosi da un chakra all’altro, serpeggiando tra i chakra della donna e dell’uomo, la kundalini giunge al chakra corona, permettendo così, nell’estasi orgasmica, la diretta connessione con il divino, ove si perde la percezione del corpo fisico distaccato dal resto e l’essenza più profonda dell’anima si fonde con il tutto.. Tutto è Uno..
Nelle successive religioni delle società patriarcali il divino si allontana e diventa quasi irraggiungibile dall'essere umano: non viene più vissuto all'interno della coscienza individuale e perciò nasce l'esigenza di riempire questo spazio incolmabile tra l'uomo e il divino con credenze, rituali, strutture e intermediari che fanno da ponte tra terra e cielo. Dunque il passaggio da un'organizzazione della società di tipo matriarcale a una di tipo patriarcale cambiò notevolmente le concezioni religiose: il concetto del femminile viene spezzato e la donna appare o come viscidamente carnale o come madonna in adorazione passiva del suo frutto maschile, in netta contrapposizione alle immagini tantriche ove le rappresentazioni del femminile sono sessuali, spirituali ed estatiche allo stesso tempo.
Così, il noto mantra buddista "Om mani padme hum" viene tradotto in modo gentile come "benvenuto al gioiello blu nel fiore del loto", intendendo per “gioiello blu” la consapevolezza e per “fiore del loto” la mente umana.. spiegazione che poco soddisfa i filologi sanscriti. Il pudore si affanna a trovare qui un’interpretazione artificiosa, negando l'origine tantrica del mantra. Il vero significato di questo antico mantra è il seguente: “Mani”, il gioiello, è l'equivalente tibetano del termine sanscrito vajra (diamante) che è l'organo maschile, mentre “padme”, il fiore di loto, simboleggia la yoni, la vagina, perciò "il gioiello nel loto" non significa nient'altro che l'unione sessuale, il maithuna, in cui il principio maschile e quello femminile si uniscono sia in senso carnale che in senso mistico.
Quello che colpisce conoscendo il tantra, è che le società matriarcali non erano uno specchio all'inverso delle società patriarcali ma semplicemente tutta la struttura sociale, uomo e donna, si svolgeva sotto l'egida della matrice della Dea Madre, senza alcuna contrapposizione e in tutta naturalezza.

Successivamente l’uomo ha avuto timore del potere ingovernabile della donna.. e così ha deciso di nasconderla al di sotto di un burqa, inventandosi i più artificiosi condizionamenti sociali, culturali, ideologici e religiosi.. così forti che a tutt’oggi, anche ove le donne hanno “libera” scelta sull’indossarlo o meno, scelgono “liberamente” di nascondersi al mondo. Recita il Corano:
« E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare. », Verso 31 della sura XXIV.
Osserviamo il ruolo primario dell’Ego in questi versi: si evince un “contratto di possesso” stipulato con i “loro” mariti, i “loro” padri, i padri dei “loro” mariti, i “loro” figli, i figli dei “loro” mariti, i “loro” fratelli, i figli dei “loro” fratelli.. E qui si dovrebbe parlare di amore..?! E’ puro possesso! Il vero Amore non può contornarsi di parole come “io”, “mio”, “mia”.. è scevro dal possesso e dal “prendere” ed è permeato dal “dare” incondizionato. La stessa rigida struttura della famiglia, scrive Osho nel libro “Con te e senza di te”, ha corrotto la mente umana, che si affanna a mantenere una parvenza conforme alle convenzioni sociali per poi sfuggire alle stesse con sotterfugi quali tradimento, rancore, autorità, giochi di potere o possessività, che ingenerano spesso, proprio perché in contrasto con le regole create in maniera così atavica da permeare l’inconscio collettivo, vergogna, senso di colpa e pudore, creando, in definitiva, altro dualismo.
Antecedentemente invece, nelle società matriarcali, non vi era possesso né della donna, né dell’uomo, né dei figli, né dei beni: tutto era in un’amorevole condivisione, in pace e in armonia. E’ ovvio che in un tale contesto non potevano sorgere gelosie e lo stare con un partner era veramente una scelta riconfermata ogni giorno, senza vincoli sociali o religiosi di sorta.. Il contrasto può apparire paradossale ma.. non vi sembra una condivisione più libera ed autentica..?
Torniamo a parlare di dualismo: mi spiegate come mai le società millenarie che hanno ideato il kamasutra non hanno avuto bisogno né di nascondere né di ostentare un naturale aspetto della vita dell’essere umano, mentre noi in occidente siamo permeati dal senso del pudore per poi controbilanciare utilizzando messaggi sessuali diretti o subliminali per vendere qualsiasi tipo di prodotto, dalle auto alle bibite gassate, dagli abbonamenti telefonici alla propaganda (o anti-propaganda) politica..?! Come mai una geisha nella tradizione giapponese o una danzatrice del ventre in quella araba sono considerate delle maestre dell’ars amandi mentre nella nostra società le “escort” (quelle che hanno già fatto il passaggio dalla quantità alla qualità..(-;..) sono così malviste, salvo poi ricercarle di nascosto..? Dobbiamo a questo punto addentrarci ulteriormente nel discorso..
La contrapposizione tra sessualità e spiritualità è stata una grande privazione per l’umanità. Wilhelm Reich, il grande medico e ricercatore polacco che scoprì l’energia collegata all’orgasmo (che chiamò per questo “orgonica”), verificò nei numerosi casi da lui trattati il legame tra una sessualità repressa e l’insorgere di patologie psico-fisiche, in particolare il cancro. Oggi la scienza può confermare le intuizioni di Reich: oltre alle importanti modifiche neuro-ormoniali della fase orgasmica che agiscono a livello fisiologico, non si può non tenere in considerazione come la scissione tra un vissuto sessuale appagante (anche nei suoi aspetti più fantasiosi) ed un senso di colpa inconscio derivante dai condizionamenti millenari culturali e religiosi, di cui ho fatto menzione sopra, causi importanti ripercussioni a livello organico: la repressione di una pulsione naturale e vitale ha dato vita a molte delle degenerazioni a cui oggi possiamo assistere. La mancanza di desiderio sessuale o i frequenti attacchi di panico indotti da rapporti monogamici che stanno “stretti”, la persistenza di una sessualità forzata da parte di quelle donne che lo sentono ancora come un dovere coniugale o il senso di colpa avvertito nel provare desiderio al di fuori di un rapporto sancito da un vincolo sacramentale ad esistere “per sempre”, sono decisamente altamente nocivi per l’individuo e sono serviti solo a proteggere l’assetto strutturale di una società basata sui nuclei familiari. Il sesso è un’energia meravigliosa e benefica solo quando è pienamente condiviso con passione reciproca e l’amore tra persone consapevoli che hanno già compiuto un lavoro su se stesse, che non stanno quindi insieme per bisogni reciproci, senza possesso e gelosie, è un’esperienza fantastica, oltre che un’occasione meravigliosa per toccare insieme, nella gioia e nel piacere, l’esperienza estatica del divino, ove entrambi i corpi si dissolvono fondendosi nell’essenza del tutto. Ai giorni nostri infatti è supportato scientificamente credere che la psicochimica della sessualità è la stessa che media l’espansione spirituale della coscienza e le onde cerebrali prodotte durante l’estasi sessuale sono le stesse prodotte da uno yogi in meditazione profonda: strana coincidenza, eh..;-)?
Il sesso nell’essere umano non è solo l’incontro di due anime animali, ma è anche l’incontro della componente dell’anima umana e della componente spirituale. Osho scrive: “Quando due amanti si avvicinano l’uno all’altra c’è una forza magnetica se c’è Amore, altrimenti si incontrano solo due corpi, ma non due Energie”. E ancora, il Dr. Nader Butto: “La scelta di un partner risponde ad un’affinità sociale, affettiva, sessuale, psicologica, familiare ed economica. Questa affettività è la conseguenza di una complementarità magnetica, ove la vicinanza del partner attiva un sistema energetico che mette in uno stato dinamico la psiche, il corpo e l’anima. Molti percorsi spirituali credono nel concetto di karma: secondo queste credenze, attraverso la reincarnazione, ci sono anime che possono trascorrere molte vite assieme (a tal proposito, cito qui Brian Weiss, “Molte vite, un solo amore”). Queste sono definite anime gemelle. Quando si incontrano, esse avvertono un fortissimo legame emotivo e ciascuno è in grado di percepire i sentimenti dell’altro. Anima gemella è una definizione usata per indicare una persona con la quale si ha la sensazione di un’affinità profonda e naturale di amore, intimità, sessualità, spiritualità, e che rende due persone compatibili in tutti questi aspetti”.
Avvenuto questo incontro energetico di anime, nel momento dell’orgasmo i nostri livelli fisici, mentali, emozionali e spirituali diventano un tutt’uno e noi diventiamo un tutt’uno con il nostro più elevato potenziale esistenziale. Ma questa energia, che ci può elevare a livelli inimmaginabili, ci può abbassare ad altrettanto inimmaginabili livelli se l’intento è di basso livello, puramente materiale e fisico. Il tantra ci induce a passare dalla quantità alla qualità non per una qualche regola morale, ma perché, una volta trovata la nostra anima gemella, abbiamo il piacere e l’amore di riconfermare ogni giorno la nostra scelta, evitando la dispersione energetica e focalizzandoci così nell’andare in profondità, nei reconditi meandri della nostra pura essenza divina. E tutto questo è energia.
Dai 15 ai 35 anni, il 70% dell’energia della donna viene dall’apparato sessuale. Si dovrebbe usare nel migliore dei modi. Se si inibisce quotidianamente questa fonte di energia (per esempio a livello chimico a causa del largo consumo di anticoncezionali o a livello educativo a causa di una auto-repressione indotta), ne risentono anche il cervello e le sue parti più antiche (il cervello rettile) e ciò incide per esempio sulla durata della nostra vita e sulla nostra creatività. Ed è proprio per questo che una simile forza dell’essere umano fa così tanta paura.. Trasformare di proposito il sesso in uno strumento di repressione, controllo e limitazione delle masse, ingenerando vergogna e sensi di colpa è stata una manovra astuta per sottrarci potere ed esercitare dominio illimitato. Così il sesso è stato presentato dalle religioni come qualcosa di antitetico alla spiritualità, è stato dipinto, quando non destinato esclusivamente alla pura procreazione, come qualcosa di sporco e di peccaminoso, fonte di vizio e di dissolutezza.. o per altri è diventato un’esperienza puramente fisica, un mezzo per sfogare desideri, bisogni e frustrazioni.. In entrambi i casi, una distorsione di ciò che è il sesso. Scrive Vittorio Marchi: “Un travisamento che ha aperto un baratro fra il sesso inteso in forma eminentemente fisica e l’amore spirituale, ovvero l’amore fisico-spirituale, perché è un tutt’Uno. L’atto sessuale di amore spirituale è un’esplosione di energia, è l’espressione multidimensionale dell’amore emozionale e fisico, durante il quale tutte le energie vengono create e fuse insieme. E’ un contributo positivo al mondo”. L’umanità ha elaborato una cultura oppositiva tra la mistica spirituale e la mistica erotica ma ciò non solo non corrisponde ad un modello filosofico “perfetto” (tutt’altro, è deficitario di una parte..!), ma tradisce anche la struttura chimica del nostro corpo: è ormai verità scientifica che nello stato di pieno Amore sessuale la biologia del corpo umano raggiunge la sua perfezione, mentre, al contrario, la repressione della vita sessuale può indurre uno stato cronico di immunodepressione.
La nostra anima ha scelto questo corpo fisico per incarnarsi nello spazio e nel tempo e vivere un’esperienza che le permetta di evolvere. Non possiamo essere disgiunti dal corpo, visto che questo è il veicolo che  ci è stato assegnato. Le percezioni del corpo hanno un riflesso dentro di noi che non dobbiamo sottovalutare o trascurare. Lo yab yum, il simbolo di unione è polarità sessuale tantrica, è un insegnamento di esperienza mistica all’interno del corpo, ove il maschile rappresenta la compassione e il femminile la saggezza, entrambe necessarie a raggiungere l’illuminazione, necessaria per superare i veli di Maya (la realtà delle apparenze), il falso dualismo di oggetto e soggetto. L’unione sessuale rituale non ha limiti, non ha regole, non ha censure morali.. ed è lì che emerge, libero, il nostro vero sé, spogliato dall’ego e dal nostro sé sociale.. E’ li che possono emergere libere e senza freni le nostre fantasie, i nostri desideri, i nostri sogni.. perché, in quanto coincidenti con l’amore incondizionato e con il donarsi profondamente all’altro, sono pura, meravigliosa e magica condivisione..
“Felicità è il segno. Amore è la via. Luce è lo scopo.”, Nader Butto.
Namastè.


lunedì 14 marzo 2011

COINCIDENZE ED EVENTI SINCRONICI
Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più spesso di legge di attrazione.. Libri, cd, dvd, conferenze e seminari.. si propongono di spiegarci questo famoso “segreto”.. Ma sarà poi davvero un “segreto”..? I recenti studi di fisica quantistica non hanno fatto altro che iniziare a dimostrare alla mente analitica dell’uomo moderno occidentale ciò che da tempo tramanda la saggezza delle antiche tradizioni orientali.
Correva l’anno 1993, allora avevo 14 anni e cominciava il mio percorso di “allontanamento dalla religione”.. quello che poi ho definito il mio percorso di “avvicinamento alla spiritualità”. Ricordo che fui attratta da un libro, piccolo nello spessore ma molto più grande della consapevolezza dei miei 14 anni. “Dio e la scienza – Verso il metarealismo” era il titolo, ma fu una citazione di Louis Pasteur sulla quarta di copertina a colpirmi: “Un po’ di scienza allontana da Dio ma molta riconduce a Lui”.
Facciamo un breve excursus storico. Il movimento culturale e filosofico del materialismo illuminista aveva portato a cambiamenti socio-culturali caratterizzati, fra l’altro, da un esame critico della religione: le dottrine religiose istituzionalizzate erano state contrastate con l’esaltazione di quei valori da esse  non riconosciuti e il laicismo, con i suoi principi razionalistici e gnoseologici, aveva concorso a determinare quell’ottica progressista volta all’assoluta emancipazione dell’uomo dalle tenebre ideologiche in cui era stato costretto dalla fede, oltre che dal dispotismo e dai criteri assiologici di classe. Tutti i principi assolutistici iniziarono quindi ad essere messi in discussione dalla “nuova scienza” e dal pensiero razionale. Quasi per contrapposizione (ricordiamo tutti la celeberrima metafora manzoniana “due secoli, l’un contro l’altro armati”), alla fine del periodo illuminista nasce e si sviluppa il Romanticismo, caratterizzato da spiritualità, emotività, fantasia, immaginazione e soprattutto dall’affermazione dei caratteri individuali di ogni artista, veicolo soggettivo di interpretazione della realtà. Il termine “Romanticismo”, utilizzato in modo sempre più ampio ed esteso, venne applicato dapprima ad un’idea di sensibilità basata sull’immaginazione ed in seguito ad un orientamento più diffuso del pensiero, comprendendo non più solo un concetto di arte romantica, ma addirittura di scienza o filosofia romantiche. Gli autori romantici rifiutano e negano quindi l’idea illuministica della ragione, perché questa non si era rivelata in grado di spiegare la totalità del mondo e di tutto ciò che è. Conseguentemente, si verifica in quest’epoca un notevole progresso nell’esplorazione dell’irrazionale: sentimenti e percezioni, follia e genialità, sogno e visioni assumono dunque un ruolo di primaria importanza.
“Ritorniamo al futuro”..;-).. Correva l’anno 1996, allora avevo 17 anni e, complice la mia passione per la favola di Lewis Carroll, la mia attenzione fu curiosamente rapita da un libro dal titolo strano, “Alice nel paese dei quanti – Le avventure della fisica”.. e non provate a commentare “Che infanzia difficile!”.. ;-D!!! In questo libro, una moderna Alice attraversa non più uno specchio ma uno schermo televisivo, finendo nel mondo degli oggetti infinitamente piccoli, i “quanti”: “più bizzarro del Cappellaio Matto, più imprevedibile della Regina di Cuori, più elusivo dello Stregatto”, il mondo dei quanti, rivelato dalla fisica del ‘900, ha determinato nuovamente una radicale revisione delle categorie del nostro pensiero. Facciamo un esempio a titolo esplicativo: il paradosso del gatto di Schrodinger è un esperimento mentale che rappresenta metaforicamente l’interferenza dell’osservatore sulla realtà osservata. “Si rinchiuda un gatto in una scatola di acciaio insieme ad un macchinario in cui si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, o forse nessuno; se ciò accade, il contatore lo segnala ed aziona un martelletto che rompe una fiala di cianuro. Dopo aver lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato e che invece la prima disintegrazione atomica lo avrebbe disintegrato. Il gatto vivo e il gatto morto non sono “stati puri”, ma miscelati con uguale peso”. Quindi, dopo un certo periodo di tempo, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l’atomo di essere decaduto. Allo stato “potenziale” il gatto è contemporaneamente sia vivo che morto e solo quando il sistema subisce l’interferenza dell’osservatore esterno (ovvero quando si apre la scatola) una delle due realtà potenziali si manifesta, mostrandoci o il gatto vivo o il gatto morto. Nel mondo della fisica quantistica, l’atomo esiste nei due stati sovrapposti fino a quando si compie un’osservazione e (attenzione!!) l’aspettativa dell’osservatore influenza la materializzazione di uno dei due risultati. La meccanica classica ha scoperto il suo limite tentando di spiegare la meccanica quantistica, lo stesso limite che il Romanticismo aveva palesato nei confronti dell’Illuminismo..!
Andiamo al 1998, uscita del famosissimo film “Sliding Doors”. Helen (Gwyneth Paltrow) è una giovane donna che lavora nelle pubbliche relazioni ed è fidanzata con Gerry. Dopo essere stata bruscamente licenziata, si dirige in tutta fretta verso la metropolitana. In quel momento la sua vita si divide in due dimensioni parallele: Helen che prende il metrò e Helen che perde il metrò. Le due realtà si sovrappongono in alcuni momenti (eventi sincronici predestinati) ma le vicende si svolgono in maniera completamente diversa, dando enorme importanza al ruolo del libero arbitrio. Teoria del caos, caso o determinismo..? E, riprendendo nuovamente Sant’Agostino, prescienza o predestinazione? Destino o libero arbitrio..? Il discorso è estremamente complesso e talvolta la parola non riesce a spiegare il flusso dei pensieri.. forse abbiamo messo appunto un linguaggio ricco in terminologia atta a spiegare il mondo fenomenologico ma ancora troppo materiale per spiegare quello metafisico. Le ricerche attuali mostrano che in natura tutto sembra muoversi in sintonia (e penso alla teoria dell’Uno di Vittorio Marchi) e che il mondo sembra essere rotto all’improvviso da eventi simbolici e pieni di significato che ci ricordano che non siamo fatti di sola materia, ma soprattutto che l’Universo ha la sua matrice in una coscienza universale, quella che già Jung aveva scoperto nella forma dell’inconscio collettivo, l’origine di tutte le sincronicità. Massimo Teodorani spiega “il legame tra Fisica e Psiche”, volando dagli studi di Pauli e Jung a Chopra. Del resto, Einstein stesso nella formula della Relatività aveva unito materia ed energia e che il pensiero (energia) produca mutamenti nel corpo fisico (materia) ce ne accorgiamo ogni qualvolta lo stress ci causa il mal di stomaco o l’emicrania..! L’unico modo per poter percepire ed accorgerci di esperienze energetiche non materiali è quello di lasciar abbassare il livello di coscienza razionale per lasciare spazio al potere dell’intuizione, che scaturisce direttamente dal subconscio. I fenomeni di “sincronicità” sono da tempo studiati anche e soprattutto dai fisici quantistici ma, dato che gli eventi sincronici accadono in perfetto sincronismo con un pensiero o con lo stato psichico soggettivo dell’osservatore, assumono esclusivamente valore soggettivo, racchiudendo un significato profondo individuale, il cui scopo è quello di guidare la nostra vita verso il proprio destino, attraverso segnali che ne agevolino il cammino. Nel mondo quantistico, i parametri di tempo e spazio si annullano (principi di atemporalità e di non località) e vige il principio di non causalità, rendendo possibili fenomeni sincronici anche di telepatia, chiaroveggenza, visione remota ed addirittura preveggenza, comunemente definiti fenomeni di percezione extrasensoriale, paranormali o metapsichici.
Deepack Chopra, famosissimo medico endocrinologo indiano formatosi negli Stati Uniti, è conosciuto in tutto il mondo per aver proposto un paradigma completamente nuovo, basato sulla sincronicità: si tratta di una filosofia di vita improntata ad una connessione tra mente e corpo, spiritualità e salute fisica, permeati della spontanea saggezza intrinseca nell’essenza divina dell’essere umano, il suo vero Sé. Secondo Chopra, saper cogliere le sincronicità nella nostra vita significa al contempo garantire la salute del nostro corpo in stretta interazione con mente, psiche e spirito. Le sincronicità che avvengono nella sfera umana permettono di riattivare la nostra anima intesa proprio come ponte tra due mondi. “Nella vita non ci sono accidenti, ma c’è solo un qualche proposito che noi non abbiamo ancora compreso. La vita ci appare casuale solo alla superficie, ma ad un livello più profondo essa è completamente organizzata. Il cosmo è strutturato per portare alla crescita e la crescita è sempre nella direzione di amore più grande e felicità.. Le frontiere sono tutte create nella coscienza e dissolte nella coscienza.. Se noi esperiamo le nostre menti come multi-dimensionali, noi ci avviciniamo alla mente divina, la quale contiene in sé tutte le dimensioni.. Io credo che tutte le coincidenze siano messaggi dal non-manifesto.. Esse sono come angeli senza ali, per così dire, improvvise interruzioni della vita normale indotte da un livello più profondo.”. Chopra ritiene che se l’uomo è in grado di capire che questa magia non è fantasia ma può divenire una realtà dentro di noi, allora noi siamo nella condizione di poter seguire quello che lui chiama “sincrodestino”, nell’ambito del quale tutti i nostri desideri possono materializzarsi spontaneamente, perché sincronizzandoci con il flusso del nostro destino, noi stessi ne diventiamo creatori, consapevoli di come muovere i fili che intessono la trama della nostra realtà. Raggiungere lo scopo della propria vita tramite una corretta e sempre più consapevole percezione delle sincronicità è un miracolo accessibile a tutti. Ciò che conta è imparare ad affinare la propria intuizione e saper cogliere la potenza del simbolo. L’obiettivo globale è “il risveglio delle reti di neuroni della mente planetaria per creare una massa critica di consapevolezza della pace” (e su questo concetto di globalità, dal profondo del cuore vi consiglio la lettura del libro “Il codice della vita – Le origini divine del DNA”, di Gregg Braden. Braden, scienziato e conferenziere di fama mondiale, riesce a superare i confini che tradizionalmente separano storia, scienza e religione e presenta una sintesi delle sue ricerche che racchiude in sé il segreto dell’unità fra gli esseri umani e la chiave della nostra sopravvivenza. Il libro espone la straordinaria scoperta della correlazione fra gli alfabeti biblici della lingua ebraica e araba e il nostro alfabeto genetico e rivela la presenza dentro di noi di un codice perduto, in grado di fornire elementi decisivi sul mistero delle nostre origini, mostrando la presenza di un codice divino impresso all’interno del corpo fisico di ogni donna, uomo e bambino, passati e presenti. Tutto ciò fornisce un senso di realizzazione globale ed universale così profondo da diventare esso stesso esperienza di un significato più vasto da dare alla vita).
Fabio Marchesi nel libro “Io scelgo – Io voglio! – Io sono” espone in maniera assolutamente brillante la relazione creatrice tra l’uomo e la sua realtà e ci presenta il suo metodo, chiamato Exotropic Mind (Mente Exotropica), che consente a chiunque di intervenire attivamente sulle proprie credenze inconsapevoli per allinearle con i propri desideri, trasformando la mente in un “generatore quantistico” di coincidenze favorevoli e divenendo così autore consapevole della propria realtà. Ma proprio perché parliamo, ricitando Marchesi, di un universo exotropico (in opposizione al concetto di entropia), ovvero volto ad una globale evoluzione energetica, il principio che sottintende alla matrice divina ha una base di etica e di amore universale. Quindi non basta desiderare ardentemente qualcosa.. per far si che accada, il nostro pensiero deve essere accompagnato da forti emozioni come amore, gratitudine, gioia, passione, eccitazione, entusiasmo, speranza, soddisfazione.. e lontano da emozioni distruttive quali egoismo, paura, disperazione, colpa, invidia, odio, rabbia, biasimo, preoccupazione, delusione, noia, irritazione.. L’intelligenza cosmica globale ha un progetto di Amore di dimensioni universali, nel quale la realtà soggettiva non è altro che un tassello in interazione col tutto, che ne fa parte ma che anche lo comprende, in maniera ologrammatica. Ed è per questo che dobbiamo essere scevri da giudizio.. “ogni cosa che accade è sempre la miglior alternativa possibile” (da un convegno di Angelo Bona).. So che è difficile ricordarselo di fronte al massacro di sei milioni di ebrei durante l’olocausto, calamità naturali di colossali proporzioni, massacri, stermini, uccisioni, violenze.. Ma forse, rifacendoci ai principi karmici del buddismo, c’è qualcosa che è già prefissato che ci accada nella vita e di fronte ad ogni avvenimento abbiamo la straordinaria opportunità di scegliere come affrontarlo.. perché ci accade solo ciò che siamo in grado di sostenere, solo ciò che potenzialmente possiamo affrontare.. E’ il nostro esame, volto all’evoluzione dell’anima ed alla nostra crescita psicospirituale..
Roy Martina scrive nel libro “L’anello mancante del segreto”: “Hai deciso di realizzare qualcosa di importante nella vita. Assicurati di vivere la vita che era in serbo per te. La vita per cui sei nato, il cammino che ti conduce alla canzone del cuore e al sorriso sul tuo viso”. E ancora Osho, ne “L’ABC del risveglio”: “Il tuo amore è il tuo destino. Ama qualcosa di meraviglioso, ama qualcosa della trascendenza, qualcosa di divino.. e troverai la tua strada”. Iniziare a percepire le energie sottili che reggono la realtà dietro le condensazioni pesanti della materia è l’unico modo per accedere al mondo dietro la realtà delle apparenze. “Felicità è il segno. Amore è la via. Luce è lo scopo.”, Nader Butto.
Buona Vita a tutti. Namastè.

sabato 22 gennaio 2011

GASTONE & PAPERINO

E’ da poco iniziato il nuovo anno e come sempre ci auguriamo che sia migliore del precedente.. il migliore della nostra vita!
Ma cosa facciamo in realtà per raggiungere l’obiettivo..? Nella maggior parte dei casi assolutamente nulla, salvo poi lamentarci alla fine dell’anno e ripetere i nostri auspici alla vigilia del prossimo..! Tendenza naturale dell’uomo è infatti comportarsi ripetendo incessantemente gli stessi schemi, per la quasi totalità appresi nei primi anni di vita, soddisfando in tal modo il proprio bisogno di sicurezza. Quando abbiamo grandi sogni e slanci di entusiasmo verso azioni “insolite” al di fuori di quella che è la nostra “zona di confort”, spesso preferiamo ridimensionare i nostri desideri piuttosto che ampliare questa zona! Ma, come dicono i maestri di programmazione neuro linguistica, “se continui a fare le cose che hai sempre fatto, otterrai sempre gli stessi risultati: se vuoi ottenere risultati diversi, devi fare cose diverse”!
Così le persone consultano diversi oroscopi, lasciandosi sedurre da quello che promette le più grandi fortune nei mesi di maggio piuttosto che settembre..;-)
Purtroppo o per fortuna, la notizia è che: siamo noi i responsabili del nostro destino! Già, le persone “fortunate” esistono, ma non perché sono nate sotto la famosa “buona stella”, quanto perché hanno un modo particolare di pensare e di vivere la vita e questo, profezia autoavverantesi, si manifesta in un flusso di apparenti coincidenze e situazioni favorevoli.
La cosiddetta fortuna è il risultato di un preciso atteggiamento mentale che si può imparare e che può migliorare la nostra vita in ogni aspetto. In pnl si usa il termine modeling per esprimere una modalità di apprendere velocemente, osservando altri che hanno già raggiunto e vivono i risultati che noi vorremmo ottenere e fare nostri. E come non prendere come modelli esemplari in questa argomentazione i celeberrimi personaggi Disney di Gastone e Paperino..;-)?
Gastone Paperone è il papero più fortunato di tutta Paperopoli, cugino di Paperino e Paperoga. Vince spesso premi su premi, lotterie, scommesse.. è infatti un papero che vive di rendita! Sfaticato, Gastone, non lavora mai, e spesso ozia e si diverte nelle crociere omaggio che vince. Il fortunato papero è anche il contendente della fidanzata di Paperino, Paperina, che invita spesso a cena sfoggiando una delle sue macchine fiammanti. Veste molto elegante, con una giacca verde e fiocco rosso, cappello verde e bastone alla mano.
Paolino Paperino, semplicemente noto come Paperino è il classico papero bianco con becco e zampe arancioni. Solitamente indossa una blusa e un berretto da marinaio - ma senza pantaloni. È stato definito «l'antieroe per eccellenza, l'incarnazione dell'uomo medio moderno, con le sue frustrazioni, i suoi problemi, le sue nevrosi».. il “Fantozzi” di Paperopoli..! È lo zio di Qui, Quo e Qua (affidatigli da sua sorella Della) e nipote di Paperon de' Paperoni, come poi scoprirà facendo accurate ricerche. Ha una relazione sentimentale con Paperina, nonostante questa, di tanto in tanto, ceda alle richieste di appuntamenti di Gastone. Vive in una casa a due piani con giardino, ove - tra due alberi - è appesa la sua amata amaca. Guida una sgangherata automobile, targata 313. La sfortuna di Paperino è oramai quasi proverbiale, unita al suo perenne stato di disoccupazione e alla sua pigrizia.
Gastone è l'eterno rivale, è tutto ciò che Paperino non è: ricco, fortunato e disinvolto. Proprio per questo Paperino non lo sopporta e cerca in tutti i modi di contrastare i tanti attacchi di Gastone al cuore di Paperina. Ma alla fine Paperina sceglie sempre e ancora Paperino che, per quanto povero e pasticcione, ha un animo nobile e generoso.
Curiosando sul web mi sono imbattuta in un articolo che parlava di un esperimento che aveva come protagonisti due gruppi di persone: quelle che si ritenevano molto sfortunate come Paperino e quelle che invece si ritenevano degli autentici Gastone. A tutti veniva dato un libro molto grande e le cavie dovevano dire nel più breve tempo possibile di quante pagine era composto. Tutti gli sfortunati si affannarono a contarle rapidamente una dopo l'altra, invece i più fortunati si accorsero che nel bel mezzo del libro c'era una nota indicante il numero esatto di pagine! L'articolo era tratto da un libro di Richard Wiseman: "Fattore Fortuna". Lo psicologo sostiene che le persone fortunate esistono ed hanno delle caratteristiche ben precise. Ma la cosa più entusiasmante è che fortunati si può diventare!
Tornando a Gastone e Paperino, è tragicomico osservare come i due, camminando fianco a fianco per la stessa strada, sperimentassero cose esattamente congrue alla loro diversa visione del mondo, alla loro diversa attitudine mentale ed alle loro diverse aspettative: quando l’ottimista Gastone, svegliatosi la mattina profondamente fiducioso ed aperto ad ogni possibilità, pestava “x sbaglio” un diamante (?!?), il pessimista Paperino, svegliatosi con animo ben diverso, sconsolato ed impaurito di fronte alle avversità che si aspettava già di dover affrontare, metteva il piede sopra ad un chiodo a pochi centimetri di distanza..! Se per qualche motivo Paperino, per aver aiutato qualcuno con il suo buon cuore, otteneva in premio tutti i biglietti della lotteria, tutti tranne l’unico già venduto, possiamo stare certi che quell’unico era quello vincente ed era stato acquistato proprio da Gastone!! E se per caso opportunità positive apparivano di fronte a Paperino ed apparenti avversità di fronte a Gastone, immediatamente qualcosa riportava tutto alla consuetudine ed alla normalità, mostrando, a chi la sa vedere, l’opportunità positiva nelle difficoltà.. e facendo svanire l’occasione tra le mani di chi non la sa cogliere..!
Ma allora, c’è per ognuno di noi un destino benevolo o nefasto oppure siamo noi i fautori della nostra sorte..? Già Sant’Agostino nel IV secolo d.C. si poneva il dilemma tra “prescienza” e “predestinazione” e si chiedeva il ruolo del libero arbitrio all’interno del disegno cosmico e le tradizioni indovediche ci parlano del peso del karma.. Che pensare allora..?
Personalmente ritengo che se esiste un karma o un destino, questo sia solo il continuo presentarsi di fronte a noi di “prove” che dobbiamo necessariamente superare per crescere e proprio in quel frangente entra in gioco il nostro libero arbitrio, che ci consente di scegliere se tentare di “svicolare”, bypassando il problema, o se decidere di metterci veramente in gioco per acquisire competenze nuove che ci permettano di superare definitivamente quell’esame, evitando così che la vita, “generosamente”, ce lo riproponga in una nuova veste, in condizioni apparentemente diverse, nascondendoci così il legame invisibile tra due eventi lontani nel tempo e nello spazio.
Se noi chiediamo all’Universo il dono della pazienza, l’Universo risponderà ponendoci sul nostro cammino l’occasione per esercitarla e svilupparla..! Se in una relazione siamo costantemente attanagliati da paure e gelosie, l’Universo ci farà incontrare la persona amata per darci l’occasione di lavorare sulle nostre debolezze (appunto paure e gelosie),  dandoci così la possibilità di elevare i nostri sentimenti ad un livello superiore.
Chiaro è che, se non comprendiamo la sottile trama che lega la realtà dietro il livello fenomenologico, tutto ci sembra guidato dal caso e così, quando non otteniamo ciò che desideriamo, siamo pronti a lamentarci della malaugurata Sorte, senza comprendere che siamo noi i fautori ultimi del nostro destino.. Noi con i nostri stati d’animo, noi con le nostre aspettative, noi con le nostre credenze, con i nostri conflitti psico-emotivi e i nostri “esami” da superare..! 
L’unico profondo cambiamento che abbiamo veramente il potere di realizzare è quello interiore.. La realtà che ci circonda è solo l’estroflessione della nostra interiorità, quindi, se volete vedere un cambiamento attorno a voi, siate voi in primis l’espressione del cambiamento. Buona Vita.

domenica 12 dicembre 2010

NETWORK vs CRISI.. 1 A 0 !!

11-12-13 Giugno 2010. Mi trovo all’Excel London, insieme a 3.000 persone per seguire il seminario di Robert Kiyosaki. Per chi non lo conoscesse ancora, Robert Kiyosaki, nato e cresciuto alle Hawaii, è un nippo-americano di quarta generazione. Dopo le superiori ha frequentato l'Università di New York, si è laureato e poi arruolato nei Marine per andare in Vietnam come ufficiale e pilota di elicotteri. Tornato dalla guerra ha intrapreso la carriera finanziaria. Ha creato diverse aziende e a 47 anni si è ritirato dal lavoro. Adesso si diverte a fare quello che più preferisce: investire.. Oltre ad investire in immobili e azioni di piccole società, la sua principale occupazione è l'insegnamento dell'intelligenza finanziaria e delle tendenze economiche: nei suoi seminar insegna come diventare milionari: ecco perché lo definiscono il maestro dei milionari!
Una frase di quel seminario mi ha colpita particolarmente, tanto shoccante quanto lapalissiana: “Il motivo principale per cui molti hanno difficoltà finanziarie dipende dal fatto che sono andati a scuola per molti anni senza apprendere nulla sul funzionamento del denaro. Così le persone imparano a lavorare per i soldi, ma non imparano come far lavorare i soldi per loro.”. Ho ascoltato con estrema attenzione le parole di Robert: con grande esaustività, a volte con sarcasmo e cinismo, a volte con profonda gratitudine, l’autore di “Padre Ricco, Padre Povero” ha illustrato in maniera esemplare gli effetti che pensieri differenti hanno sulla vita di una persona e quanto la gente formi le proprie vite attraverso i propri pensieri, insegnandoci poi a “pensare da ricchi”.

Tornata a casa, avendo recentemente intrapreso un’attività di network marketing, mi sono immersa nella lettura di uno dei libri più conosciuti di Robert, “A Scuola di Business – per chi vuole aiutare gli altri”. Questo libro spiega come un'attività di network marketing possa essere "il business perfetto" per molte persone: permette di guadagnare in un modo rivoluzionario ed offre a tutti l’opportunità di arricchirsi.. ovviamente chiunque abbia grinta, determinatezza e perseveranza! In questo libro sono descritti quelli che Robert ritiene i veri valori del network marketing, dei valori che vanno oltre la possibilità di avere un reddito aggiuntivo: “Finalmente”, dice Robert, “ho trovato un business che possiede un cuore". E siccome, come dice Zio Mike, “La Parola è suono, l’Esempio è tuono”, come non modellare chi è un risultato così esemplare dei propri consigli.. ;-)?

Dal blog di Giancarlo Iannelli, grande amico e formatore, prendiamo la definizione di Wikipedia di Multi Level Marketing:
Il Multi Level Marketing (MLM), Network Marketing, vendita multilivello, o marketing multilivello è un metodo di distribuzione di prodotti o servizi che permette ad un distributore o venditore di crearsi una rete di distributori senza consistenti investimenti in denaro. Solitamente i singoli individui, acquistando una licenza identificativa, un “codice” al quale vengono collegate provvigioni e sotto-distributori, possono svolgere attività di vendita indipendente per conto dell’azienda principale. I distributori vengono ricompensati in base ai beni o servizi distribuiti direttamente o da terzi nella loro rete di distribuzione, in percentuale sul fatturato globale dell’organizzazione, per differenza ed a scaglioni. IL MLM è nato i primi del 1900 negli Stati Uniti. Nel Multi Level Marketing, vengono distribuiti prodotti di tutti i tipi, e non necessariamente gli affiliati devono fare direttamente uso di tali prodotti, anche se è consigliato per migliorare il clima di “fiducia” nei “consigli di acquisto” che il venditore fa ai potenziali compratori. Ogni diversa azienda che usa il MLM come sistema di distribuzione ha un diverso sistema di remunerazione dei propri distributori, e di conseguenza diversi sistemi di formazione. Il concetto base del MLM è che i guadagni sono direttamente proporzionali al tipo e alla quantità e qualità di lavoro svolto. Potenzialmente essi sono anche molto elevati, ma devono scontrarsi con le difficoltà di creazione di un network di vendita. È paragonabile ad un sistema di franchising, ma non presenta per l’azienda elevati costi di implementazione e gestione, ma offre una maggior flessibilità.

Nella pratica si tratta principalmente di attività di intermediazione attraverso l’opera di incaricati alla vendita diretta (art.3, Legge n.173/2005) che ricevono una doppia remunerazione: un delta tra prezzi all’ingrosso e prezzi al dettaglio ed un compenso provvigionale sia sul prodotto direttamente venduto che sui prodotti venduti dai promotori del proprio team, i sotto-incaricati che egli stesso ha reclutato, il ramo di venditori che costituiscono la cosiddetta “downline”. La struttura assomiglia così a quella di un albero ramificato.
Ci tengo a questo punto a sottolineare la differenza (concreta e legislativa) tra i sistemi di network marketing e le famose “strutture piramidali” o “catene di Sant’Antonio”, in quanto si tratta del principale fraintendimento in merito al MLM. La legge 17.08.2005, n. 173, messa a punto a seguito di casi di truffa, regola la vendita diretta rivolta ai privati consumatori ed introduce norme per evitare le famose “catene” o “piramidi”, cioè quelle organizzazioni in cui il venditore multilevel, al quale è anche chiesto l’obbligo di acquistare un campionario, è anche remunerato semplicemente quando “arruola” un altro componente che, a sua volta, acquisterà il suo campionario, continuando la catena, con il rischio che questa diventi la remunerazione prevalente. In questi casi l’investimento iniziale è obbligatorio come prezzo per entrare nell’organizzazione e, per questo motivo, il diritto dell’acquirente di restituzione della merce rimane di difficilissima attuazione.
Inoltre queste strutture sono decisamente molto rigide e portano solo i “vertici” a guadagni degni di nota, basandosi sul principio temporale gerarchico anziché su quello meritocratico. Spesso il guadagno in profondità ha un limite nel numero di livelli (generalmente 6) e, quale che sia il volume creato da ogni incaricato, se questi decide di interrompere l’attività, tutto il lavoro fatto e il giro d’affari movimentato svanisce nel fumo. Nella maggior parte dei casi il movimento di prodotti e/o servizi è generato dall’obbligo di acquisto e non tanto da una deliberata scelta dell’incaricato e, quando la cadenza dei propri acquisti non viene rispettata, si viene estromessi dalla struttura.
Ovviamente tutto ciò ha contribuito a creare nel tempo un’immagine negativa di tutti i sistemi multilevel, appiattendo le differenze tra network e piramidi e ingenerando purtroppo confusione e generalizzazioni, a discapito di quelle aziende che invece si propongono di offrire prodotti e servizi di elevata qualità, un piano marketing serio e remunerativo ed una struttura trasparente e meritocratica. Come un giocatore di golf, inclinando la mazza con una differenza di angolazione di pochi millimetri, produrrà sulla distanza risultati enormemente diversi, così anche nel business differenze minimali possono portare a due risultati assolutamente opposti: successo o.. buco nell’acqua! La qualità si vede nei dettagli, quindi.. prestate attenzione!!
In una seria attività di network marketing, il principio che porta all’avanzamento è meritocratico, cioè la struttura non è rigida e permette ad ogni incaricato di ottenere compensi anche maggiori rispetto alla propria upline. Poi, il guadagno in profondità non ha limiti di livello e si estende a tutti i volumi generati. Inoltre, differenza molto importante, il codice assegnato in ingresso, che identifica numericamente la propria impresa, è vendibile (stimandone il valore esattamente come per ogni altra impresa “fisica”) ed ereditabile (in caso di decesso dell’incaricato). Non ci sono obblighi d’acquisto ma, al limite, passi suggeriti per velocizzare la propria crescita. E’ ovviamente presente la clausola “soddisfatti o rimborsati”, espressione di un diritto che l’ordinamento giuridico di ogni Stato moderno riconosce come diritto inalienabile del consumatore. Possibilità di offrire forme di impiego seriamente impostate, dalle grosse potenzialità, ad investimento praticamente nullo e con trattamento fiscale favorevole.. quindi a rischio zero! Solitamente, le società che operano regolarmente, con serietà e con rispetto delle regole di mercato, sono quelle ormai consolidate e sul mercato da un trentennio.
Torniamo al blog di Giancarlo Iannelli: Gian, operando sia come imprenditore in vari ambiti, che come consulente e coach per privati e aziende, riceve giornalmente infinite proposte di affiliazione a sistemi di MLM e solo se, dopo un’accurata valutazione di alcuni parametri, la proposta passa il suo vaglio, instaura con alcune aziende una partnership collaborativa sulla selezione e sulla formazione del personale operante nel settore, offrendo corsi specifici di comunicazione, vendita, ma soprattutto crescita personale. Ecco quindi i 3 paramentri di selezione che secondo il parere di Gian  identificano un buon business: 1) il cavallo di battaglia (considerata la miriade di aziende che oggi operano con sistema multilevel, è vitale che almeno un prodotto o servizio venduto sia particolarmente allettante o addirittura esclusivo, oltre che estremamente concorrenziale in termini di qualità/prezzo), 2) il kit d’ingresso (non deve essere eccessivamente alto, o comunque deve avere una flessibilità; alcune aziende, ad esempio, offrono più tipologie d’investimento in base all’impegno con cui la persona interessata vuole iniziare la propria attività. Gian non consiglia investimenti superiori alle 500 euro), 3) il non obbligo di acquisto o di consumo (attenzione a chi offre un ingresso a costo zero, obbligando poi ad un acquisto minimo mensile: l’attività di multilevel deve essere totalmente libera!).
Ricordatevi che proponendo un’attività seria di network marketing, come dice Kiyosaki, state offrendo una meravigliosa opportunità: va coltivata e compresa, non sprecata! Come dice Anthony Robbins, la qualità della nostra vita (e del nostro business!) è direttamente proporzionale alla nostra capacità di intessere relazioni e di creare network!
E’ il momento di mettersi alla prova e di.. mettere in crisi la crisi!!
Per ulteriori informazioni contattatemi all’indirizzo email viviana.passarotti.coach@gmail.com e, per scoprire un’opportunità di business che rispetta i parametri elencati, visitate il sito www.tempiodellabellezza.nsedreams.com.
A presto!

sabato 13 novembre 2010

L'INVIDIA

Per iniziare, cerchiamo sul dizionario l’origine etimologica del termine: invido, dal latino invidus, da in-videre > invidiare : composizione delle particelle in = in, sopra e videre = vedere, guardare, perché l’invidioso guarda con occhio bieco ed iroso l’altrui felicità e bada a tutti i difetti e a tutte le piccole cose di quello a cui porta invidia per fargliene addebito. Ad altri invece sembra meglio spiegato con in per non e videre per vedere, quasi stornar la vista, veder di malocchio, guardar bieco, poiché l’invidioso non può vedere la prosperità altrui senza provarne un vivo rancore e, invece di fissar gli occhi sull’oggetto che eccita la sua passione, li ritorce involontariamente e con orrore. In slavo si esprime allo stesso modo l’Odio, che si definisce niena-viditi, cioè non poter vedere. Dante nel XIII canto del Purgatorio condanna gli invidiosi a stare appoggiati immobili lungo una riva  con le palpebre forate come sparvieri non ancora addestrati, ai quali queste venivano cucite con refe e seta; ed i commentatori sostengono che il poeta abbia fatto ciò per ricordare agli invidiosi come questo vizio serri gli occhi dell’intelletto di chi soffre e si duole della prosperità del suo prossimo.
Ma com’erano saggi i nostri predecessori latini nel processo di creazione lessicale! E quanto arguta l’ironia dantesca nel raffigurare per legge del contrappasso una dannazione allegorica così appropriata!
“La gente ti perdona l’insuccesso, ma non ti perdona il successo”: quante volte ho sentito dire dai grandi della formazione questa frase e quante volte l’ho potuta verificare! Ogni volta che incontro una persona con delle abilità maggiormente sviluppate delle mie, cerco sempre di capire come poter imparare, come modellarla, come prendere insegnamenti. Sono consapevole che dal confronto con l’altro in genere c’è comunque una crescita reciproca, se la si sa leggere: l’altro ci fa da specchio, nei nostri pregi e nelle nostre mancanze, e nell’interazione abbiamo sempre la possibilità di sviluppare abilità ed emozioni magari da noi troppo poco “allenate”..! La vita è generosa: se chiedi di avere il dono della pazienza, l’Universo ti darà l’occasione per imparare ad esercitarla.. ma non è fantastico..;-)?
Purtroppo mi rendo conto che, anche se questo dovrebbe essere un atteggiamento del tutto normale, suggerito da tutte le grandi filosofie di pensiero, da tutte le grandi vie di crescita spirituale, da tutti i grandi e geniali illuminati della storia, dalla PNL e.. dal buon senso, in realtà l’atteggiamento che mediamente ci circonda non è affatto questo! Piuttosto che cercare di crescere ed evolvere per migliorare se stessi (e ovviamente sono necessari: impegno, dedizione, determinazione, perseveranza, umiltà, motivazione.. e molti altri ingredienti che prevedono la volontà costante di uscire dalla propria zona di confort..!) , vedo così tante persone che cercano di distruggere i successi altrui per non dover necessariamente confrontarsi con una distanza che, a causa della loro propria staticità, diventa sempre più incolmabile. Ma, ammesso anche dovessero farcela.. la loro statura personale resta sempre.. bassa allo stesso modo!
L’invidioso non riesce a sopportare che qualcuno faccia il passo più lungo della.. SUA gamba! Oscar Wilde diceva che “tutti sono buoni a compatire le sofferenze di un amico, ma ci vuole un`anima veramente bella per godere dei successi di un amico” e ancora il grande Socrate evidenziava che “la felicità è sempre soggetta all’invidia: la sola miseria non è invidiata da nessuno”. L'invidia deriva quindi dal confronto irrazionale fra quanto hanno raggiunto altre persone e quanto ha raggiunto il soggetto, ma non è la mancanza delle qualità che possiedono gli altri a causare l’insuccesso, bensì l'incapacità di valorizzare a dovere e sviluppare le qualità che si possiedono.
Se cercate un invidioso, cercate chi crede di essere invidiato. Eh già, chi soffre di questa diffusissima malattia, è molto spesso portato a pensare che tutti ne siano contagiati e che tutti provino invidia nei suoi confronti! L’invidia è un sentimento che divora chi lo nutre: avete mai visto un lama tibetano, una persona spiritualmente evoluta, un genio, un illuminato, una persona veramente di successo essere così poco in equilibrio da rodersi di invidia..;-)?
“L’invidia è ammirazione andata a male”: adoro questo aforisma, rende magnificamente l’idea! Una sana ammirazione è un sentimento di profonda stima che coinvolge emotivamente chi la prova, unito all’umiltà di sentirsi eterni allievi nella vita. Già.. l’umiltà.. Purtroppo l’invidia ha quasi sempre un compagno ancora peggiore: l’orgoglio. E il paradosso è che più in alto vola una persona, più chi resta a terra lo definisce stoltamente piccolo! Ma solo tra i cirri e i cumuli in alto nel cielo è possibile osservare l’orizzonte nella sua totale magnificenza..
Victor Hugo diceva che “l’invidia è una buona stoffa per confezionare una spia” e il Duca de Lévis che “la critica è un’imposta che l’invidia percepisce sul merito”. Critica e pettegolezzo: binomio inscindibile! Quante volte il successo di alcuni è accompagnato dal brusio di fondo di comitati di persone che in questo modo passano il loro tempo..? Già.. tempo, non vita.. E quanto è triste vedere così tante persone che si lasciano scorrere la vita tra le dita, osservandola come un film del quale non hanno la forza di essere protagonisti..
Non siamo eterni in questo passaggio sulla Terra, perlomeno non lo siamo ad ogni passaggio: che senso ha sprecare la vita così? Il nostro nucleo centrale è fatto di pura energia, il nostro sé interiore è già perfetto così com’è.. tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi, non ci manca nulla.. Il nostro processo di crescita ricorda l’arte della maieutica socratica: dobbiamo solo far emergere le nostre qualità interiori. Ma questo nucleo è avvolto dallo strato dell’ego, dove ci sono lo nostre ferite emotive, i nostri traumi, i nostri schemi.. E’ la nostra parte più suscettibile, fatta di vizi, memorie  cristallizzate in epoche precedenti, reazioni di matrice infantile (anche quando mascherate dietro l’apparenza delle figure dell’adulto e/o del genitore). E’ in questo strato che cresce e si alimenta il sentimento dell’invidia. Poi, esternamente, c’è lo strato della maschera, il nostro falso sé, lo strato che mostriamo agli altri. E l’invidioso non vuole assolutamente mostrare la propria invidia, quasi sempre celata dietro false affermazioni ed ostentati complimenti. Quanto più forte sarà l’invidia, tanto più forte sarà il tentativo di celarla. E la differenza tra ciò che si è veramente e ciò che si finge di essere causa una forte dissipazione energetica, un’instabilità emotiva, una serie di emozioni distruttive e poco produttive ed una base assolutamente instabile per la propria vera crescita.
Il pensiero è una forma di energia e le recenti scoperte scientifiche ne stanno provando la forza creatrice. Quindi, quando noi abbiamo continuamente pensieri negativi, che cosa possiamo aspettarci di creare nella vita..? Quando si semina vento, si raccoglie tempesta. Ed è giusto così, è una legge karmika. Se invece di cercare di distruggere gli altri ognuno pensasse alla propria crescita interiore avremmo decisamente un mondo migliore.
L’invidia si accompagna spesso ad ignoranza, falsità, cattiveria ed altre cattive compagne.. Attenzione: ciò che si lancia ritorna, moltiplicato.. Gandhi diceva che se non siamo in grado di far del bene agli altri, almeno limitiamoci a non far del male. Ma poi.. perché questa cattiveria..? Che reazione di bassa vibrazione energetica alle proprie ferite.. e non risolve nulla.. solamente degrada chi vive con queste modalità.
Francois de La Rochefoucauld scrive: “Il segno più sicuro che si è nati con grandi qualità è l’essere nati senza invidia”.
Meditate gente, meditate.. ;-)


domenica 31 ottobre 2010

LETTERA APERTA A STRISCIA LA NOTIZIA

Somma Lombardo, 01 Novembre 2010

Spettabile Striscia la Notizia,
vi scrivo questa lettera in relazione ai servizi che sempre più spesso state mandando in onda per smascherare truffe di presunti medici o strambalati terapeuti.
Ho sempre stimato e tuttora stimo la vostra trasmissione e sono sempre più convinta che i vostri interventi riescano a portare risultati anche laddove le istituzioni non producono alcun esito positivo.
Nonostante questo, mi trovo in disaccordo sulle modalità con le quali vengono conclusi i servizi ai quali mi sono riferita poche righe fa. Molto spesso i vostri inviati concludono esortando il pubblico a fidarsi esclusivamente della medicina convenzionale, sottintendendo che la totalità delle terapie alternative sono praticate da truffatori non certificati. Cerchiamo di evitare le generalizzazioni, che appiattiscono le specificità individuali, nel bene e nel male.
Per prima cosa, molti approcci che in Italia, per forti pressioni di varia natura,  non sono considerati “ufficiali” (agopuntura, omeopatia, osteopatia..), lo sono invece giusto appena dopo aver varcato i nostri confini.
Secondariamente, esistono documenti internazionali che riportano centinaia di migliaia di errori medici causati da dottori istituzionali, tutt’altro che infallibili; d’altra parte esistono invece anche naturopati, agopuntori, omeopati e terapeuti di svariata estrazione con anni di studio alle spalle che svolgono il proprio lavoro professionalmente e con competenza, ottenendo strepitosi risultati.
Ciò che già tempo fa mi aveva invogliata a scrivervi questa email, è stato quel servizio che aveva smascherato un presunto medico che palpeggiava le pazienti definendo la sua terapia “lavaggio energetico”. Il lavaggio energetico è una tecnica messa appunto da un cardiologo israeliano di fama internazionale, laureato in medicina a Torino, autore di diversi libri: il Dottor Nader Butto. Per vostra informazione, nonostante siano tutt’altro che approcci convenzionali, i corsi del dottor Butto sono riconosciuti dal Ministero e conferiscono a medici e farmacisti i crediti ECM (Educazione Continua in Medicina). Di certo il trattamento non è quello che praticava il “terapeuta” che avete scovato, ma capite bene che citare il lavaggio energetico e suggerire alle persone di fidarsi solo ed esclusivamente della medicina convenzionale, taglia le gambe a terapeuti che svolgono il loro lavoro diligentemente  solo perché non ritenuti “ufficiali” dalla nostra legislazione.
Personalmente, pur svolgendo attualmente un altro lavoro, sono iscritta alla facoltà di Scienze e Tecnologie del Fitness e dei Prodotti della Salute (un’interfacoltà di Farmacia) e mi interesso  di medicine complementari e alternative da 12 anni. Ho conseguito lo Zone Consulent per la Dieta a Zona, l’attestato di Dieta GIFT, sono Personal Trainer ISSA ed Educatore Alimentare FIF, riconosciuto dal CONI. Ho seguito il Dottor Fabrizio Duranti, Barry Sears, Attilio & Luca Speciani, Charlie Fantechi, Nader Butto, Roy Martina e molti altri (potete verificare sul sito www.vivianapassarotti.com). Sono anni di formazione, convegni, libri, corsi di aggiornamento, studio.. conosco gli argomenti di cui sto parlando.
Le recenti scoperte nel campo della fisica quantistica stanno riportando gli studi più all’avanguardia nel campo della medicina verso il riavvicinamento alle antiche tradizioni. Bruce Lipton ha scritto il libro “La Biologia delle Credenze”, dimostrando l’influenza dell’energia del pensiero sul nostro DNA; all’ultimo congresso che ha tenuto recentemente in Italia, Gregg Braden ha mostrato rilevazioni in doppler di un trattamento antitumorale effettuato da un guaritore, ovviamente tacciato come “miracolo” (Richard Bartlett ha infatti scritto un testo a riguardo, “La Fisica dei Miracoli”). Max Gerson, un medico messicano, mise appunto una terapia antitumorale che ha dimostrato grande efficacia, ovviamente volutamente osteggiata: questa terapia ribalta i correnti dettami nutrizionali, dimostrando l’efficacia “nutraceutica” di certi alimenti nella cura e nella prevenzione delle patologie. Ma, come disse Richard Beliveau, chi potrebbe essere interessato a sostenere e finanziare determinate ricerche quando non esiste nessuna molecola da poter brevettare e vendere, ma solo broccoli e lamponi dalle grandi (e tenute ben nascoste!) proprietà?
Avete invitato voi chiunque volesse scrivervi a farlo.. spero siate equi e che questo messaggio possa arrivare nelle case degli italiani, per non fare di ogni erba un fascio, fare informazione in maniera più equa e dare alle persone la possibilità di decidere in maniera più consapevole.
Ringraziandovi per la vostra attenzione,
con stima,
PASSAROTTI VIVIANA.